Sanità e medicina: il futuro è nei BIG DATA
La direzione è Big Data, sia in senso economico che scientifico.
L’impatto dei dati sta cambiando radicalmente il mondo della Sanità e della medicina, con benefici che toccano la ricerca, l’ambito clinico e l’organizzazione sanitaria.
La digitalizzazione dei dati permette ai ricercatori che si occupano di medicina e biologia di raccogliere e mettere in relazione informazioni che fino a oggi erano più lacunose e discontinue, creando le basi per la scoperta di nuovi farmaci, nuove malattie o meccanismi diversi all’interno di una malattia nota. In ambito clinico, consente lo sviluppo di percorsi di cura sempre più personalizzati ed efficaci, e grazie a nuove modalità di controllo permette di prevedere le criticità e limitare gli errori, come ad esempio la somministrazione di farmaci che in alcuni soggetti possono risultare inutili o controproducenti. I dati sono infatti il punto di partenza di una profilazione del paziente più accurata, che include i dati biologici, clinici, genetici, ma anche le differenze ambientali e lo stile di vita di ciascuna persona. Un approccio quindi più completo, focalizzato sulla centralità del paziente, e avvalorato da numerosi studi che dimostrano come il contesto e i fattori sociali siano in grado di influire direttamente sulla salute.
Come e quando si realizza l’acquisizione dei dati?
L’acquisizione dei dati può avvenire quotidianamente, attraverso smartphone e web app, nuovi software e piattaforme di cloud computing, dispositivi mobili indossabili, sensori e orologi sempre più smart. Ma avere tanti dati non basta. Servono figure professionali nuove e altamente specializzate nel “data curation”, che possano analizzare, interpretare e comprendere il significato dei dati, per trasformarli così in reali opportunità.
